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Un'altra tragedia in Sicilia
Nel terreno abbandonato di San Cosimo, vicino ad Acireale, c’era un campo di addestramento per cani da combattimento, animali di taglia media e grossa utilizzati forse per le scommesse clandestine. È ora si scopre che gli animali erano del fratello della vittima, Ivan, 19 anni. Giuseppe Azzarelli, 6 anni è stato azzannato e ucciso il 20 Luglio 2009 da uno di questi animali. I denti gli hanno reciso la giugulare. Nel terreno abbandonato dove si è consumata la tragedia i carabinieri hanno scoperto un percorso a ostacoli e sequestrato diversi copertoni agganciati ad alberi e pali, probabilmente utilizzati per gli allenamenti alle battaglie. Poco distante le gabbie dove vivevano in condizioni precarie gli animali e tra questi un dobermann che era stato rubato un mese fa dalla villa di un paese della provincia di Catania. Il cane era stato «microchippato». Da questo particolare i carabinieri sono risaliti al proprietario che però ha dichiarato, mostrando la denuncia, di avere subito il furto dell'animale. Non è ancora chiaro quale dei cani abbia azzannato per primo il bambino. Per questo motivo il magistrato ha affidato ai RIS di Messina una perizia sugli indumenti della vittima. L'indagine servirà a stabilire se il cane killer sia stato già catturato - oltre al dobermann, sono finiti in gabbia altri quattro meticci, cinque cuccioli e una femmina di dogo argentino - oppure se sia pericolosamente libero. O addirittura se sia stato magari portato via da qualcuno subito dopo la tragedia.
"Ivan Azzarelli è indagato per omicidio colposo". Lo ha specificato il suo legale di fiducia, Rosario Pennisi, dopo l'interrogatorio. "Il PM - ha aggiunto il penalista - ipotizza che i cani fossero di proprietà di Ivan e che la tragedia sia accaduta perché gli animali non erano mantenuti in sicurezza, in modo da evitare qualcosa di grave, come poi è avvenuto".
Il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha annunciato: "Ho concordato con il generale dei NAS, Cosimo Piccinno, un'operazione di snidamento, di lotta e di investigazione rispetto ai combattimenti clandestini al Sud". Sul caso del bambino azzannato alla gola, la Martini ha aggiunto: "Stiamo indagando e ho già sul mio tavolo, e lo sto esaminando, un rapporto della veterinaria del luogo. L'area in cui questi cani erano detenuti, in maniera impropria, risulta del tutto inadeguata". La Martini ha anche aggiunto che "la Sicilia ci ha abituato, quasi settimanalmente, a casi di degrado indicibile".
"Stiamo lavorando tuttavia assieme all'amministrazione regionale e stiamo faticosamente cercando di dare corso ad un programma congiunto che è stato concordato ad aprile, quando mi sono recata a Palermo ad incontrare l'assessore regionale, Massimo Russo". L'obiettivo dell'incontro rimane quello di "promuovere a livello locale le politiche di recupero dei cani vaganti sul territorio e la loro identificazione".
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