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Educare il proprio cane
L'educazione del cane è utile e necessaria per una buona e piacevole convivenza con il proprio gruppo familiare e per il suo legittimo inserimento nella società degli umani.Così come gli umani devono sottostare ad alcune fondamentali regole comportamentali per essere accettati dalla società, così anche i cani dovrebbero, nel limite delle loro caratteristiche, adattarsi alla vita dei loro padroni.
L'educazione non è finalizzata all'umanizzazione del cane, bensì ha lo scopo di portare il cane a convivere con l'uomo, in modo da avere abitudini che non interagiscano negativamente con il mondo circostante.
Come si educa un cane? In che modo si stabilisce un rapporto uomo-padrone?
I cani sono animali sociali e gerarchici, come i loro antenati lupi:questo significa che tendono a vivere in gruppo, cioè in famiglia (che funge da branco) e all'interno di questo gruppo stabiliscono una gerarchia.
Tra i lupi, il soggetto dominante diventa il capobranco ottenendo in tal modo la sottomissione e l'obbedienza di tutti gli altri membri del branco.
Nel caso del cane che vive in famiglia, il gruppo è costituito da tutti gli elementi della stessa, per questo nella scala gerarchica tutti i membri dovrebbero essere dominanti nei confronti del cane in modo da ottenere l'obbedienza.
La regola che stabilisce chi deve occupare quale gradino in natura, è la legge del più forte non solo a livello fisico ma anche intellettivo, la legge che permette la continuazione della specie, la legge che emargina gli elementi malati o incapaci di lottare a favore dei soggetti più adatti alla conduzione del branco.
Normalmente il cane trovandosi in posizione di inferiorità rispetto all'uomo, può obbedire spinto da motivazioni differenti; vediamo quali:
- Per imposizione: quando il cane si sottomette al padrone perchè teme la sua ira e la sua violenza, fisica o morale. Esegue gli ordini malvolentieri come risposta di difesa passiva e reprime la sua volontà di ribellione solo perchè si rende conto di essere l'elemento più debole. E' la situazione tipica dei cani che, come reazione ad un sopruso, fuggono o alla peggio si rivoltano per esasperazione.
E' da considerarsi la forma peggiore. - Per inibizione: il cane, in quanto inibito, accetta l'autorità senza discussioni ed indipendentemente dai meriti o dalle qualità del padrone.
Esegue gli ordini di tutti gli umani in modo approssimato con la coda fra le gambe, a volte persino strisciando. Soffre le richieste del padrone al di la dalle sue intenzioni e dal tono di voce.
- Per convenienza: quando il cane, al fine di raggiungere uno scopo (premio), accetta la supremazia del padrone come mezzo per ottenere un profitto. Risponde agli ordini in modo preciso come un soldatino dimostrando gioia durante la loro esecuzione.
Dimostra partecipazione nei momenti di bisogno, rifiutando l'autorità del padrone quando questi non è necessario al suo benessere. - Per praticità: quando il cane accetta di buon grado l'autorità del padrone in quanto riconosce in lui la figura protettiva del capo branco.
In tal caso il cane esegue gli ordini diligentemente perchè così facendo risponde degnamente al suo ruolo, contribuendo a mantenere saldo l'equilibrio sociale del gruppo.
Questa è da considerarsi la forma migliore dove padrone e cane si intendono rispettandosi a vicenda.
